HLI-Schweiz weist Vorwürfe von ProCrea zurück

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HLI-Schweiz bekannt gemacht, dass sie den Kantonsarzt des Tessins dazu aufforderte, die Klinik ProCrea zu überprüfen. Die mutmasslichen Unstimmigkeiten ergeben sich aus den Statistiken der FIVNAT und des Bundesamtes für Statistik des Jahres 2013. HLI-Schweiz hat damit keineswegs das Ergebnis der Untersuchungen vorweggenommen, sondern sieht dem Resultat mit Interesse entgegen.

Die Klinik ProCrea hat mit einer Medienmitteilung reagiert und sich mit einer „begrifflichen Klärung“ gerechtfertigt, welche allerdings den Definitionen im Fortpflanzungsmedizingesetz (FMedG) Art. 2 Bst. g-i widerspricht. Es geht bei den 210 mutmasslich in der Klinik ProCrea „aus anderen Gründen“ vernichteten Embryonen nicht um Zygoten, sondern tatsächlich um Embryonen gemäss FMedG Art. 2 Bst. i: „Embryo: die Frucht von der Kernverschmelzung bis zum Abschluss der Organentwicklung.“ Es geht um 15 Mal mehr Embryonen als in den 26 anderen Schweizer Kliniken zusammen.

Die von ProCrea behauptete Transparenz wäre erfüllt, wenn jede IVF-Klinik ihre Jahresstatistik, die sie der FIVNAT bzw. dem Kantonsarzt meldet, auch öffentlich publizieren würde. Dies wäre im Sinne der Paare mit Kinderwunsch. Die Schwangerschaftsraten schwanken in den Schweizer IVF-Kliniken zwischen 8,8 und 31,4% (FIVNAT 2012). Die selbe einfache IVF-Behandlung kostet je nach Klinik Fr. 4’000 bis 10’000. Die Paare könnten bei der Wahl der besseren Kliniken ineffiziente Behandlungen vermeiden und Kosten sparen. Der Bundesrat hat in der Verordnung zum FMedG unnötigerweise festgelegt, dass die Daten der IVF-Kliniken anonymisiert an das Bundesamt für Statistik gemeldet werden. Eine Überprüfung von Unstimmigkeiten in den Statistiken, wie sie HLI-Schweiz nicht das erste Mal festgestellt hat, erfolgt offensichtlich auch deswegen ungenügend. Daher war HLI-Schweiz zu diesem Schritt gezwungen. HLI-Schweiz will nichts anderes als die Einhaltung des FMedG, das die Verletzung der Menschenwürde möglichst vermeiden sollte.


Quelle/Links:

Diese Replik bezieht sich auf die Medienmitteilung der ProCrea vom 27.04.2016, publiziert und versandt am späteren Nachmittag (aufrufbar noch am Abend des 27.04.2016, 21:00 Uhr unter folgendem Link: http://www.procrea.ch/ita/pagina/news-procrea/comunicati-stampa-procrea/risposta-a-tio-ch-di-procrea). Leider hat ProCrea diese Medienmitteilung bereits wieder von Ihrer Homepage genommen. Damit Sie aber wissen, worauf sich unsere Replik bezieht, geben wir die ProCrea-Medienmitteilung hier im Original wieder:

„Accuse infondate

In seguito alla notizia odierna della lettera-esposto presentata dalla sezione svizzera della Human Life International, associazione statunitense ultra cattolica, al medico cantonale rappresenta un chiaro attacco a chi ha fatto della trasparenza un dato di fatto. ProCrea è controllata regolarmente dal medico cantonale che applica in modo corretto e severo le leggi in vigore. Procrea fa parte di FIVNAT e mette a disposizione tutti di dati richiesti a fini statistici.

L’attacco di HLI svizzera è un evidente una strumentalizzazione palese volta ad influenzare la votazione del prossimo 5 giugno proprio sulla diagnosi preimpianto. ProCrea ha sempre agito nel pieno rispetto della legge, operando alla luce del sole e non nascondendosi dietro deduzioni che, partendo dall’assenza di prove e dati certi, approdano inevitabilmente a conclusioni frettolose, errate e pertanto diffamatorie.
Una precisazione di terminologia è doverosa: non siamo davanti ad embrioni, ma a zigoti. Una differenza sostanziale quanto evidente per chi si occupa di Medicina della riproduzione. Prima dell’annidamento dell’ovulo nella parete uterina, si parla di ovulo fecondato o di zigote. Lo stadio seguente è quello dell’embrione (fino a 8 o 10 settimane dopo la fecondazione). Al di là, si parla di un feto. La legge svizzera impone la conservazione degli ovuli fecondati (zigoti) fino ad un tempo massimo di 5 anni. Oltre, viene richiesta la distruzione, fatto salvi casi eccezionali che ProCrea ha sempre sottoposto al vaglio del medico cantonale.
ProCrea si pone nei confronti delle coppie che sono alla ricerca di un figlio mettendo a disposizione le migliori tecniche e le più recenti possibilità diagnostiche per tutelare la salute della donna e non sottoporla ripetutamente a tentativi di procreazione assistita. Il ricorso alla diagnosi pre-impianto che analizza i globuli polari è una strada legittima e possibile per agevolare il successo di un trattamento di procreazione assistita evitando alla donna iter dolorosi e complessi.
Nelle situazioni che lo richiedono, offriamo la possibilità di fare ricorso all’ovodonazione. Questo avviene in Italia, dove questa pratica è consentita, per garantire la qualità dei nostri professionisti e non costringere le coppie svizzere a rivolgersi a strutture lontane, nell’Est Europa o in Spagna per esempio.

Non accettiamo lezioni di finta moralità da chi fa delle sue credenze uno strumento politico e che discrimina fasce di popolazione come quelle che desiderano avere un figlio sano o gli omosessuali. Riteniamo che ogni forma di estremismo sia sinonimo di una cecità che conduce, anche a fronte di un’assenza di argomentazioni, ad attacchi fuori luogo nei confronti delle quali risponderemo in modo adeguato nelle sedi legali opportune.

Lugano, 27 aprile 2017

Per ulteriori informazioni : Dr. Michael Jemec, Direttore Medico Procrea“